Ajamola, Ajamola, Ajamola

Ho conosciuto i tonnaroti di Favignana, li ho visti lavorare dieci ore al giorno per più di un mese, senza fermarsi, solo "il mare" poteva fermarli, quando i venti rendevano il mare inaccessibile, ma loro comunque lavorano, si perchè il "calo" di una tonnara è anche composto da tantissime ore di lavoro a terra.

Lavorano con vecchi gesti, usanze secolari, tramandate da generazioni di rais e tonnaroti di altri tempi. E ci sono anche le nuove generazioni, giovani ventenni che sognavano di salpare con la muciara di Rais Salvatore, cresciuti con le storie di paese, raccontate dai nonni che anche loro tonnaroti partecipavano alle storiche mattanze che hanno reso Favignana la regina delle Tonnare. Protagonista nel Mediterraneo e nel mondo.

Per un attimo tutti hanno gioito al suo ritorno, prima nel 2016, quando ci fu il primo calo (senza pesca) dopo 12 anni di assenza, ed oggi, quando con la determinazione della famiglia Castiglione, vengono assegnate a Favignana le nuove quote tonno, inizialmente 80 tonnellate.

Ed ecco quando i lavori sono quasi terminati, i tonnaroti hanno completato il calo di chilometri di reti e più di 200 ancore con le loro braccia, un decreto di un sotto segretario leghista azzera le quote a solo 14 tonnellate, un numero ridicolo che ovviamente non riuscirà mai a sostenere gli enormi costi economici affrontati dalla ditta Castiglione, costretta ora a chiudere la tonnara.

Come si può ancora avere fiducia di questo sistema politico?

Ajamola, Ajamola, Ajamola

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